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Casella di testo: 					Fonte www.impegnoreferendum.it                Intervista a Pietro Barcellona
                       (26 febbraio 2005) 
                                      «La sinistra sbaglia causa, parola di comunista» di Pierluigi Fornari 
Il figlio in provetta, una tappa dell’emancipazione del proletariato? «Grande balla», parola di un «comunista convinto», Pietro Barcellona. Un uomo da sempre di sinistra anche se da qualche anno ha deciso di non fare pij politica. Laico, «ma non antireligioso per principio, perché il tema della trascendenza dovrebbe interessare chiunque». A Pannella e compagni che gridano alla penalizzazione dei centri di ricerca nazionali e all’ingiustizia sociale perché i ricchi, a differenza dei poveri, potrebbero andare all’estero a fare quello che P vietato in Italia, il docente di Filosofia del diritto alla facoltB di giurisprudenza di Catania, da uomo di sinistra, risponde cosX: «O un’ipocrisia. Figuriamoci se il mondo proletario sta aspettando la inseminazione artificiale per emanciparsi...O una battaglia sbagliata che sta seguendo una moda, cioP pensare che la tecnica possa risolvere i problemi profondi della vita umana».
Il filosofo, che nel suo cursus honorum ha annoverato la presidenza di una prestigiosa istituzione del Pci come il «Centro iniziative e studi per la riforma dello Stato» (Crs) guidato anche da Pietro Ingrao, mette in guardia contro la provetta selvaggia: «Il patrimonio genetico –– argomenta –– P un bene che appartiene alla collettivitB storica nella quale si P formato. Come debbono essere beni condivisi l’ambiente, le piazze delle cittB, aspetti della vita economico sociale, cosX ci sono questioni che riguardano la cultura e la antropologia che non possono essere a disposizione di una libertB senza limiti».

Lei ha affermato che P in gioco un modello antropologico. Cosa intende?
«Caratteristica degli uomini P che non sono animali, ma non si sa bene cosa sono. Questo essere problema a stessi ha dato vita alle diverse forme di civiltB, secondo le risposte che si davano a questo interrogativo. Proprio tale risposta costituisce lo statuto antropologico di una civiltB».

E il nostro statuto antropologico?
«Quello in cui sono cresciuto e vorrei continuare a vivere per gli anni che mi restano. In esso il patrimonio che riguarda il futuro delle generazioni non P disponibile da parte del singolo».

Eppure il fatto di avere un figlio ad ogni costo lo si considera un’espressione di libertB...
«Io non ho una visione individualistica, per cui si trasforma in diritto qualsiasi cosa possa essere oggetto di desiderio. Per principio penso che ci sono limiti costituiti dal fatto che c’P un bene comune, ma non dato una volta per tutte, costituito proprio dallo stratificarsi delle esperienze umane in uno statuto antropologico».

Ma il nostro da cosa P specificamente caratterizzato?
«Lo statuto antropologico nel quale io sono cresciuto P quello secondo cui i bambini nascono da una relazione affettiva tra due figure fondamentali, la figura paterna e la figura materna. Freud che certamente non era un sostenitore della Chiesa cattolica, riteneva che il complesso di Edipo, ad esempio, fosse uno dei motori delle continue trasformazioni creative che gli uomini fanno della loro esistenza. Questo complesso si struttura attraverso una relazione affettiva con le figure fondamentali, che non contano soltanto per la loro individualitB fisica, ma anche per il patrimonio culturale che trasmettono».

Lei ha detto che potremo arrivare alla gestazione degli uomini nelle vacche o in laboratorio...
«Se noi stacchiamo il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale si pub ipotizzare un futuro in cui la produzione degli esseri umani avviene totalmente attraverso le macchine. Una volta combinato tecnicamente l’ovocita e lo sperma, si procederB a costruire artificialmente degli esseri umani. La scienza potrB arrivare a questo. Il problema non P impedirlo. La ricerca deve fare i suoi percorsi per capire quello che pub della vita. Ma l’uomo non deve consentire che tutto cib che P tecnicamente fattibile diventi lecito».

A suo avviso ci sono rischi di pratiche eugenetiche?
«Sono enormi. Inoltre considerare un’espressione di libertB la richiesta di un figlio programmato P in sé contraddittorio. I sostenitori di tale libertB dimenticano che essa P molto legata al caso, ogni forma di pianificazione P il contrario della libertB. Se cominciamo a pianificare i figli biondi, alti, di bell’aspetto, eliminiamo il fattore che consente la libertB. Se il caso non c’P pij, se tutto P pianificato, non c’P neppure la libertB. Come uomo che proviene dalla sinistra sono stupefatto...».

Di cosa?
«Sono veramente stupefatto di come Pannella possa essere giocato a destra e a sinistra quasi fosse un jolly, sottovalutando il fatto che P un seminatore di illusorie libertB astratte che dissolvono ogni idea di legame comunitario, di responsabilitB collettiva, anche di etica».

C’P dunque un aspetto etico da non sottovalutare?
«Non amo le morali precettistiche, ma mi sento eticamente responsabile nei confronti dei miei tre figli e dei miei tre nipoti ai quali cerco di passare il testimone con un rapporto personale e affettivo, i discorsi, perfino i giochi. Come si fa ad immaginare che i figli possano nascere in modo cosX astratto, al di fuori di legami affettivi, soltanto perché c’P un desiderio di una donna o di un uomo. Io sono un grande sostenitore dei diritti della donna, ma qui non P problema di essere contro le donne, perché questo P un diritto che negherei agli uomini come alle donne».
Qualcuno obietta che un figlio pub nascere anche da un adulterio...
«Non P affatto la stessa cosa, anche se il figlio P adulterino P nato da una relazione affettiva. C’P stata comunque una compromissione totale delle persone».

La trasgressione antropologica della provetta selvaggia P pij grave?
«C’P il tentativo dell’uomo di realizzare un vecchio sogno delirante di onnipotenza, quello cioP di autogenerarsi, di nascere dal nulla. Di negare, cioP, la prima vera dipendenza che fa di ciascuno di noi un essere nato da una coppia di genitori. Che siano di fatto o conviventi, non mi interessa. Quello che mi interessa P che il bambino nasca da una relazione d’amore tra un uomo ed una donna. O importante anche che la donna, per averlo avuto nel grembo per nove mesi, ha determinato una relazione intrapsichica con questo essere che sta per nascere che comincia ad attrezzarlo ad entrare nel mondo. Io non riesco a immaginare una forma di accesso al mondo che non sia mediato dal rapporto con la madre».

La sua P un’opzione filosofica? 
«O una visione antropologica che riprende le acquisizioni della migliore psicanalisi. Uno degli elementi del "principio di realtB" P che la coppia vive il rapporto sessuale tra sessi diversi come un limite all’onnipotenza. Ciascuno di noi, in altri termini, sa di non potersi riprodurre da solo, non pub avere il dominio sulla procreazione. Un grande psicanalista francese Green ha scritto che la differenza sessuale da un lato P la prova della nostra mortalitB, perché siamo destinati a finire, e dall’altro il riconoscimento della realtB che cioP solo attraverso il rapporto con l’altro sesso si producono altri esseri umani. Questo aspetto non viene mai discusso, eppure P un aspetto laico, non necessariamente legato ad una visione sacrale della vita. O se si tratta di sacralitB P una sacralitB molto laica».

Come mai la sinistra si P cosX smarrita su questo problema? Esiste qualcuno che condivide le sue idee?
«Le confesso che non ne ho trovati molti. La sinistra si P smarrita per una ragione molto semplice: perché ha abbandonato ogni idea di bene comune. Prima, seppure nella forma perversa dello Stato totalitario, sottoponeva l’idea della libertB individuale a qualche limite. Crollata l’adesione a questa forma di Stato, P rimasto solo un atteggiamento libertario».

Con che prospettiva?
«Secondo me una sinistra libertaria non ha molto futuro. La sinistra P nata storicamente come un’eresia del cristianesimo, come una visione del bene comune. Questa eresia P stata portata a conseguenze nefaste, ma non era figlia del liberalismo. Era figlia di un’altra visione».

Eppure alcune femministe di sinistra all\pard plain ’inizio si erano mostrate contrarie a lasciare campo libero alla provetta.
«Io ho lavorato molto con il movimento femminista, eppure constato che alcune sono divenute vittime dello spirito del tempo».

Qualche voce femminile non si P levata contro la provetta selvaggia?
«Su un libro curato dalla psicanalista Lorena Preta, una della relatrici –– quasi tutte donne –– racconta cose inaudite. Il 70% dei casi di inseminazione non ha successo, e il fallimento di queste pratiche ha effetti traumatici sulle donne, assai pij gravi della mancanza di un figlio. Spesso veri e propri casi di psicosi. E inoltre la pratica delle tecniche di procreazione assistita si protrae per anni, perché non P che si ha successo al primo tentativo. Quindi non P affatto una passeggiata in carrozza. Al contrario P un tecnica che dB alla donna spesso una sensazione di deprivazione del corpo, che viene considerato pij nella sua oggettivitB materiale, che nella sua concretezza carnale e anche spirituale. Moltissime donne subiscono questa pratica come un trauma profondo della propria femminilitB perché hanno la sensazione di essere trattate come fossero messe in fila in una catena di montaggio».

Un esempio?
«La serie di test che devono subire prima di accedere alle tecniche. Trattate in qualche caso anche con una certa volgaritB: magari con l’infermiera che procede all’inseminazione usando per l’embrione l’epiteto di "frittatina". Insomma tali procedure sono applicate in contesti in cui la disumanizzazione P veramente impressionante. Sicuramente dietro questa cosa c’P un grande business, di cui non si parla mai».

Ma non avere un figlio P una sofferenza...
«Lo capisco. Anch’io ho una figlia che desidererebbe un figlio, ma non ce l’ha. Eppure non ricorrerebbe mai a pratiche di questo tipo».

O cattolica?
«No, buddista. Non ricorre all’inseminazione artificiale perché pensa che i figli nascono da una relazione sessuale di due corpi. E conta moltissimo come questa cosa avviene. E il modo in cui un bimbo sta nell’utero materno per nove mesi, P decisivo per la sua vita futura».

E pensare che il far west della provetta permetteva l’utero in affitto
«O cib che avviene negli Usa con grande tranquillitB, ma P una pura perversione. L’utero viene considerato come un contenitore meccanico qualsiasi che pub essere un frigorifero, una cella a temperatura fissa. Diviene invece irrilevante il fatto che sia proprio la effettiva madre a tenerlo dentro la pancia. Mi sembro cosX banali le cose che dico, che sono stupefatto del fatto che non si sia stato una discussione vera. Per questo vedo con favore il referendum, P l’occasione per parlare di tutti questi problemi. Ritengono sbagliato non sfruttare questa occasione».

E infatti ne stiamo parlando e in modo assai approfondito e molto capillare«Intanto, bisognerebbe spostare uno dei temi della discussione: questo non P uno scontro tra laici e cattolici, P una questione che riguarda la visione dell’uomo che ciascuno di noi ha, sulla base delle sue esperienze, e sul convincimento che si P fatto del futuro di questa specie. O una questione che va oltre i confini delle confessioni, P principalmente una questione di rapporto con le nuove generazioni».

Fonte : www.impegnoreferendum.it

(18 febbraio 2005)

Fecondazione, un anno dopo gravidanze quasi invariate

di Enrico Negrotti

 A dispetto delle catastrofiche prospettive annunciate dagli avversari della legge, non pare essersi registrato quel «crollo» della natalità che i promotori dei referendum sbandieravano ancora prima che si avessero dati in proposito. E se l’attenzione si focalizza sulla percentuale di successo delle tecniche di procreazione –– vale a dire quante gravidanze e figli sono stati ottenuti –– un bilancio globale deve necessariamente essere più ampio, e considerare per esempio anche il maggior rispetto per gli embrioni.

Un bilancio dell’impatto della nuova normativa è stato effettuato dalla Società italiana della riproduzione (Sidr) attraverso uno studio tra sette dei maggiori centri
in Italia (due pubblici e cinque privati), confrontando i cicli di fecondazione eseguiti nello stesso periodo (10 marzo-10 luglio) nel 2003 e nel 2004, cioè prima e dopo l’entrata in vigore della legge 40. I risultati di questa analisi sono stati poi pubblicati su «Repronews», l’organo ufficiale della Sidr, disponibile anche on line sul sito www.sidr.it.

A un primo esame, emerge che i cicli eseguiti nei diversi centri (Bari, Bologna, Genova, Milano, due a Palermo, Roma) non sono molto variati da un anno all’altro: 961 cicli prima della legge, 960 dopo. Il tasso di gravidanza clinica (cio
P verificata attraverso una ecografia) per ciclo di prelievo di ovociti è stato del 27% prima della legge, del 24,2% dopo la legge, con una differenza non statisticamente significativa (p=0,18). Confrontando invece i cicli di trasferimento di embrioni, il tasso di gravidanza è stato del 30,5% nel 2003 e del 27,2% nel 2004: anche in questo caso la differenza non è statisticamente significativa (p=0,14). Da segnalare è anche il fatto che la riduzione di gravidanze è stata simile in tutte le classi di età. Il bilancio del Gruppo Procreazione medicalmente assistita della Sidr è stato omogeneo tra i centri: in nessuno è stata osservata una riduzione della probabilità di successo statisticamente significativa e la percentuale di casi di iperstimolazione ovarica (una complicazione dell’induzione dell’ovulazione con i farmaci) è risultata «del tutto simile» nei due periodi allo studio.

I dati ovviamente non possono tenere conto delle gravidanze che erano ottenute con embrioni congelati, pratica non più ammessa dalla legge 40. Qualcuno pratica viceversa il congelamento degli ovociti (cioè dei gameti femminili), ma in questo caso la differenza tra gli esiti dei due tipi di crioconservazione sono statisticamente significativi (p=0,05). Anche se il confronto non è preciso perché non tutti praticavano il congelamento degli embrioni e non tutti praticano
ora quello degli ovociti. I dati riportati nello studio della Sidr dicono comunque che sono stati eseguiti 205 congelamenti di embrioni (nel 2003) e 126 congelamenti di ovociti (nel 2004). Dagli embrioni congelati è stato ottenuto il 34,2% di gravidanze, il 15,6% invece dagli ovociti congelati. Ma proprio da questo confronto emerge come prima si realizzasse un grande "spreco" di embrioni: infatti i 205 embrioni congelati sono stati utilizzati in 114 pazienti e sono state ottenute solo 39 gravidanze. Non va dimenticato però che gli studi sul congelamento degli ovociti sono senz’altro meno avanzati di quelli sul congelamento degli embrioni e verranno forse incoraggiati dai «paletti» posti dalla legge.

E a differenza di quanto si sente spesso sostenere, cioè che limitare a tre gli embrioni che si possono ottenere per ciclo di fecondazione avrebbe grandemente limitato il successo delle tecniche, va osservato che spesso (a Milano il 32% delle pazienti giovani) viene chiesto di limitare a due il numero di ovociti da fecondare per limitare il rischio di gravidanze multiple.

Casella di testo: 20 embrioni su 1800 ce la fanno  - Angelo Serra
Fumetto 4: … e se l’avessero fatto a voi ?
Casella di testo: Cosa è La fecondazione artificiale

                                             Cosa dice la legge 40

Perché difendere la legge 40-2004 ?
Croce: Speciale RU486 su www.impegnoreferendum.it 
Casella di testo: Rassegna stampa 

FECONDAZIONE
ARTIFICIALE
scarica il nostro bannerCasella di testo: Quesito 1
Casella di testo: Quesito 2
Casella di testo: Quesito 4
Casella di testo: Quesito 3

Si lotta contro la vivisezione degli animali e si vuole fare sull’uomo ?

Scarica i files qui sotto che spiegano i quesiti referendari

Così la vita del più debole è messa nelle mani del più forte; nella società si perde il senso della giustizia ed è minata alla radice la fiducia reciproca, fondamento di ogni autentico rapporto tra le persone.

 

(E.V. n°66)

Casella di testo: Presentazione completa dei quesiti in powerpoint per i vostri incontri o da proiettare
Saetta: RU 
486

RU486: LA NEGAZIONE DELLA LEGGE 194

"
L'uso di una tecnica abortiva come quello della pillola Ru486 può aprire la strada ad una privatizzazione dell'aborto fuori dalle

 indicazioni della legge in vigore". Lo ha affermato il presidente

del Comitato nazionale di bioetica, Francesco D'Agostino,

commentando il via libera alla sperimentazione della

pillola presso l'ospedale S. Anna di Torino.

"Questa cosa può essere una opzione che molti auspicano

ma non è previsto dalla legge" ha aggiunto D'Agostino.

E' quindi fondamentale, secondo il parere del

bioeticista, che l'utilizzo della pillola abortiva

RU486 avvenga rigidamente entro i paletti

stabiliti dalla legge 194, e non fuori dal

controllo ospedaliero, come invece è

avvenuto in molti Paesi.

Triangolo rettangolo:

La

pillola

del giorno

dopo”, Norlevo

(in Francia viene

distribuita nelle scuole,

in Italia si vende in

farmacia, senza limiti di età,

autorizzata dal Ministro Veronesi

nel 2000) è una confezione di due

pillole da assumere entro 72 ore dal

cosiddetto “rapporto a rischio”. Se

l’ovulazione non è ancora avvenuta, viene

impedita, e funziona da contraccettivo. Se invece è

avvenuta la fecondazione, impedisce che l’ovulo

fecondato si impianti nell’utero, ed è abortiva. E’ la pillola

delle sbadate, insomma.
La
RU-486, invece, blocca il progesterone ed impedisce al feto

di svilupparsi. Il feto muore e, con l’assunzione di un secondo

farmaco che provoca le contrazioni, viene abortito. E’ efficace entro la

settima settimana di gravidanza, e comunque bisogna andare in day

hospital quando avviene “l’espulsione del feto”. 

Casella di testo: Fecondazione artificiale e dintorni

* Da una collaborazione tra la Diocesi di Patti ed il Movimento Per la vita di Mistretta una serie di incontri per informare sulla posta in gioco.

* Rassegna stampa 

*  La Legge 40
 
* I Quesiti  referendari  1   2   3   4#

* La legge 40 come verrebbe cambiata dai referendum

* Il diritto di astenersi

* Pera: astenersi è legittimo

* Ruini: “È chiaro il senso dell’indicazione di non partecipare al voto” … “In concreto è necessaria la più grande compattezza nell’aderire all’indicazione del Comitato, per non favorire, sia pure involontariamente, il disegno referendario.”

* Dignità dell’astensione

* E’ nato il Comitato per la difesa della Legge 40/2004

* Ed anche la società civile dei Nebrodi aderisce alla posizione del Comitato nazionale

* Dal Rinnovamento nello Spirito al MEIC: a sostegno della campagna astensionistica

* Casini: astensione militante

* I vescovi siciliani sulla procreazione «La legge 40 non va modificata»

* Prof. Vescovi: inganno delle staminali embrionali

* Dalla Piccola: Nessun anatema, la ricerca non può tutto

* 20 embrioni su 1800 ce la fanno  - Angelo Serra

* Andreotti non andrà a votare

* Eleonora Porcu, ginecologa e ricercatrice del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, è l’ideatrice della "via italiana" alternativa al congelamento degli embrioni ...

* Staminali embrionali: lasciamole stare

* Fecondazione, un anno dopo gravidanze quasi invariate

* Alle origini della vita umana

CHI VOLESSE DEL MATERIALE VIDEO IN-FORMATIVO SU VHS O DVD LO RICHIEDA SUBITO
ED AL PIU’ PRESTO LO INVIEREMO

GLOSSARIO

Sul sito stranocristiano una raccolta di articoli sulla RU486

Casella di testo: AI REFERENDUM DEL 12 GIUGNO
CONSAPEVOLI ALL’ASTENSIONE

No alla fecondazione eterologa

            No al congelamento degli embrioni

No alla clonazione

       No alla produzione di ibridi

                No alla discriminazione del concepito

     No alla sperimentazione sugli embrioni

L’embrione è uno di noi