Casella di testo: Urgono una generale
mobilitazione delle
 coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita!

Diffondi queste briciole di verità:

Cosa è La fecondazione artificiale
Cosa dice la legge 40
Perché difendere la legge 40-2004 ?

IN  LUCE

Il concepimento per la vita umana è come il Big Bang per luniverso.

Dallistante in cui lovulo e lo spermatozoo si incontrano, una nuova vita, con un patrimonio genetico diverso da quelli del padre e della madre, ha inizio. Coordinazione, continuità e gradualità sono le tre proprietà fondamentali che caratterizzano tutto il processo di sviluppo di un individuo umano a partire da quella prima unica cellula.(Luomo embrione A. Serra Ed. Cantagalli).

Il Comitato Nazionale di Bioetica ha stabilito che deve essere trattato come una persona.

Esiste uno statuto dellembrione. Non cè una età a partire dalla quale diventa vita umana:

- né a 20 ore (prima lootide?) [Vedi art. di Aldo Mazzoni su Sì alla Vita di settembre 2003]

- né a 14 giorni (prima il pre-embrione?) [Vedi rapporto Warnock art. 11 (Comitato di Bioetica Inglese)]

- né a 3 mesi (prima lembrione) [vedi Primi mesi di vita e “La Vita umana - Prima meraviglia” o Virginia]

Al momento del Big Bang-Concepimento la vita umana ha inizio. Lo dice la ragione.

 

IN OMBRA

Oggi la vita umana nei primi attimi della sua esistenza è oggetto di feroci e sconsiderati attacchi. E in estrema debolezza e in estremo pericolo.

La fecondazione artificiale, nata per consentire a coppie con problemi di sterilità e/o fertilità di generare, oggi è preludio e veicolo di morte, fabbrica di vite da produrre, selezionare, clonare, ridurre, utilizzare come cavie da laboratorio o come mera fonte di cellule staminali embrionali da estrarre uccidendo la vita.

Quandanche poi, essa viene usata per far nascere un bambino, non si vorrebbero limiti, neanche quelli legati al diritto alla vita, alla identità e alla famiglia del bambino, come è stato fino allapprovazione della legge 40 del 19 febbraio 2004.

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Altro attacco alla vita umana al suo inizio è luso della pillola del giorno dopo. 20000 confezioni al mese vendute?

Se il concepimento cè stato la vita è scoppiata e la gravidanza è iniziata. CARTA CANTA

La pillola la ucciderà

Casella di testo: Devi sapere che le % di successo della fecondazione artificiale sono bassissime. Qualunque tecnica con queste % (da tanti anni sempre intorno al 20 %) sarebbe stata abbandonata. Questa, dove si possono fare i soldi facendo leva sul desiderio di genitorialità e sulla paura delle malattie, per cui si è disposti a esborsi notevoli di denaro,  no!
Devi sapere che ci sono dei rischi elevati per chi riesce a nascere così.
Leggi questi articoli:
Articolo 1;
Articolo 2

TESTI CONSIGLIATI:

 

Luomo embrione A. Serra Ed. Cantagalli

 

La legge sulla fecondazione artificiale C. Casini Ed. Cantagalli

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Fonte www.impegnoreferendum.it

 (15 febbraio 2005)

Ce la fanno 20 embrioni su 1800 di Angelo Serra

L’attesa essenziale per ogni donna che intraprende la via della fecondazione assistita PP il "bambino in braccio". Un certo progresso si pubb oggi registrare rispetto ai primi dati riportati sulla base di ampie casistiche nel 1984. Queste indicavano che solo il 6-7% delle donne avevano visto soddisfatto il loro desiderio di avere un figlio in braccio: 14.585 embrioni erano stati trasferiti in 7.793 donne; 1.369 (17,1%) soltanto di esse avevano iniziato la gravidanza; 628 di queste (45,8%) abortirono; 523 donne –– cioPP il 6.7% di quelle nelle quali erano stati trasferiti embrioni –– partorirono un totale di 656 neonati, a causa della frequente gemellaritBB. Il numero degli embrioni perduti era quindi del 95,5% . I risultati raggiunti dopo anni e anni di ricerche, pur sensibilmente migliorati, sono tuttavia ben lontani dall'essere soddisfacenti. Parlano all'evidenza un notevole numero di dati rigorosamente raccolti e analizzati e alcune autorevoli testimonianze.

Nel 1988, l'analisi dei risultati di 41 "cliniche della fertilitB", ottenuti dal Registro nazionale Ivf/Et degli Stati Uniti, indicava che soltanto 311 donne su 2864, cioP l'11%, aveva ottenuto il figlio desiderato . Un analogo rapporto della Voluntary Licencing Authority, riferendo lo scarso successo ottenuto in Inghilterra, faceva notare: «Che nel 1986 siano ricorse alle cliniche Ivf 4.670 pazienti PP una misura di quanto il servizio sia richiesto. Che un gran numero di donne abbiano sopportato un totale di pijj di 7.000 cicli, dopo aver giBB avuto precedenti trasferimenti, nella speranza di diventare gravide PP una misura dei sacrifici che esse sono preparate a fare per superare la sterilitB. Che da tutto questo sforzo ci siano stati soltanto 605 (8.6%) nati vivi PP una prova che l'Ivf resta una potente sorgente di grandi speranze deluse... uno stato di cose in cui migliaia di donne ogni anno giocano di fortuna con una nuova tecnica, e sono crudelmente deluse quattro volte su cinque». Non migliori apparivano i risultati nel 1992: riferendosi a questi, R.M.L. Winston e A.H.Handyside, attivi in questo campo fin dai primi anni, nel 1995 iniziavano un articolo sulle nuove sfide nel campo della fecondazione in vitro con questa affermazione: ««La fertilizzazione umana in vitro (Ivf) PP sorprendentemente un insuccesso [...]. In Inghilterra, il tasso di nati vivi per ogni ciclo iniziato P del 12.5%, e del 14% negli Stati Uniti»». Un lieve miglioramento ancora sembra rilevabile dalle ultime statistiche pubblicate negli Stati Uniti relative al 1997: su 73.584 cicli, la frequenza media di parti per ciclo sarebbe salita al 23.7% .

Il "bambino in braccio" PP, dunque, ancora il privilegio di una coppia sterile su cinque o sei che lo desiderano! Scienza e tecnologia, in 24 anni, non hanno risparmiato né ricerche né mezzi per superare gli ostacoli; ma, finora, i risultati non possono che essere deludenti per la maggior parte delle coppie che affrontano questa via lunga, faticosa e costosa. Anzi, la delusione P presente anche nel piccolo gruppo di donne in cui l'inizio della gravidanza P clinicamente accertato. Un notevole numero di ricerche indicano che tra le gravidanze clinicamente accertate: il 22% terminano in aborti spontanei e il 5% in gravidanze ectopiche; circa il 27% sono gravidanze multiple con tutte le complicanze che ne seguono, tra cui la "riduzione fetale"; il 29,3% terminano in parti pre-termine e il 36% in nati con basso peso. Di pij, c'P evidenza di un aumento preoccupante di disturbi e mortalitB neonatale, con tassi significativamente superiori a quelli della popolazione generale. E dati relativi alle pijj recenti tecniche indicano un rischio di anomalie congenite circa doppio rispetto alle gravidanze naturali. Né PP da trascurare il rischio principale per la donna, la cosiddetta sindrome da iperstimolazione ovarica (...) che non pub non influire sull'esito dell'impianto degli embrioni.

Sono ben note oggi molte ragioni della bassa efficienza di tutte le tecnologie finora introdotte nel campo della medicina per una "riproduzione assistita". Si poté, infatti, stabilire: che circa il 37% degli zigoti e il 21% degli embrioni pre-impianto hanno delle gravi anomalie cromosomiche, e che giBB il 40-50% degli oociti ottenuti con processi di super-ovulazione sono alterati; e che l'alterazione di singoli geni o di famiglie di geni interessati nel controllo dello sviluppo, e vari fattori connessi con gli stessi trattamenti tecnici –– tra cui, in particolare, leggere modificazioni di temperatura, difetti dei terreni di coltura e necessarie micromanipolazioni –– possono essere ulteriori cause di gravi anomalie che terminano nella cessazione molto precoce dello sviluppo, o in aborto spontaneo o in serie malformazioni.

Questi dati, che danno una ragione dei fallimenti, spiegano anche perché l'intervento deve essere ripetuto da 5 a 6 volte affinché, in media, una donna possa avere attraverso la Fivet la probabilitB del 50% di ottenere il figlio desiderato, e da 13 a 15 volte per raggiungere la probabilitB del 95-99%; e perché l'esigenza di ricorrere pij volte a queste tecniche, altamente stressanti, pub scatenare un tendenziale rigetto da parte della donna stessa e della coppia, accompagnate spesso da notevoli crisi depressive.

Sembrerebbe ovvio che queste innegabili costatazioni dovrebbero far riflettere sia la donna –– e/o la coppia –– che chiede di utilizzare queste tecnologie riproduttive, sia –– a maggior ragione –– chi ve la induce e offre tali tecnologie. E cibb indipendentemente da qualsiasi considerazione etica, ma solo di correttezza professionale. A chi offre queste tecniche R.L.Winston e A.H.Handyside ricordavano, chiudendo il lavoro sopra citato: «Tutti questi trattamenti rimangono nel regno della terapia privilegiata, disponibile soltanto a relativamente poche coppie, che sono per lo pijj in una posizione economica sufficientemente solida per affrontarla».

Una conclusione P chiara: per la massima parte delle coppie sterili che vi si affidano, queste tecnologie oggi ancora rappresentano una speranza che andrBB quasi certamente delusa: soltanto circa 20 su 100 possono avere la speranza di portare a casa il figlio desiderato. Ma di tutto cibb si tace. Non se ne parla attraverso le grandi vie di comunicazione mass-mediale. Non se ne parla neppure, se non molto velatamente e di passaggio, negli studi di chi offre l'assistenza. Accusa aperta, fatta senza attenuanti nell’analisi dell’Institute for Science, Law, and Technology (Islat) di Chicago: «Le cliniche dovrebbero, come minimo, essere obbligate dalla legge federale a manifestare i rischi, i benefici e gli specifici procedimenti delle tecniche che saranno impiegate [...] i rischi associati con i farmaci utilizzati [...] i rischi di gravidanze multiple, e i potenziali problemi medici e pscicologici per i figli».

In breve sembra che, di fatto, l'assistenza alla riproduzione umana sia sfuggita al controllo di una medicina responsabile, che prosegue in una fase ancora sperimentale con danni notevoli –– fisici, economici e psicologici –– alla maggior parte delle persone che vi sono coinvolte. La regola ippocratica fondamentale –– e profondamente umana –– del medico, «Primum, non nocere», nell'applicazione di queste tecnologie PP totalmente calpestata. Con tutta evidenza la prospettiva economica prevale (...).

Un altro serio problema di notevole rilevanza etica PP spesso volutamente ignorato: l'elevata incidenza di embrioni intenzionalmente prodotti ed esposti a morte certa a fronte di un figlio "desiderato". Si supponga: 1) che si produca, per ogni tentativo, un minimo di sei embrioni per selezionare i tre da trasferire quando la legge lo impone; 2) che in media per donna si facciano –– come minimo –– tre tentativi per attuare il desiderio del "bambino in braccio"; e 3) che, secondo le pijj aggiornate statistiche, solo 20 mamme su 100 riescano ad avere il loro bambino. A un semplice calcolo, segue che su 1800 embrioni prodotti solo 20 giungerebbero alla nascita, e 1780 andrebbero perduti, cioPP, in media, 18 per ogni donna. Anche se si sta riproponendo un'accettabile probabilitB di successo riducendo a 2 o 1 il numero degli embrioni trasferiti in utero allo stadio di blastociste , la produzione di pijj embrioni rimarrB sempre una esigenza tecnica. O evidente che il diritto alla vita di questi embrioni PP coscientemente violato.

Morte "programmata" che si sta estendendo, sotto una forte spinta eugenistica, alla eliminazione –– attraverso le tecniche offerte dai progressi della genomica umana, precisamente la "diagnosi genetica pre-impianto" (Dgp) –– di ogni embrione diagnosticato suscettibile di manifestare serie patologie, o giudicato diverso da quello voluto, o in sovrappijj rispetto all'"uno" desiderato. Situazioni e prospettive ormai da tempo in atto, descritte in tutta la loro cruda realtBB da J. Testart –– che si dichiara ateo –– e B. SPPle i quali, con evidente preoccupazione, scrivono: «Cib che sta avvenendo PP una vera rivoluzione dell'etica che sorpassa le frontiere di ogni nazione.[...] Al di lBB dell'esecuzione tecnica, dell'interesse individuale e di un ingenuo desiderio, i problemi sono pijj complessi di quanto siamo portati a credere. Noi dovremmo avvicinarci a questi problemi con uno sforzo cosciente e umiltB determinata a sostenere la dimensione etica della vita umana». In realtB, P veramente difficile comprendere come sia possibile essere indifferenti da ambedue le parti, richiedenti e medico, all'omicidio multiplo intenzionale che accompagna ogni nato. Per difendersi da questa accusa si oppongono due argomenti.

Il primo argomento afferma che durante i primi 15 giorni dal momento della fecondazione non c'PP l'embrione, cioPP un vero individuo umano, ma soltanto un pre-embrione, cioPP un semplice cumulo di cellule. Come si PP visto nel precedente capitolo, a un attento e serio esame, questa affermazione P, con tutta evidenza, un "falso scientifico". Tutti i dati prodotti e analizzati da una scienza onesta e cosciente, dimostrano chiaramente e senza ambiguitBB che l'embrione, fin dallo stadio di zigote, PP un ben determinato individuo umano. La ragione di questo incomprensibile e irragionevole "falso scientifico" non fu mancanza di dati o ipotetica interpretazione di dati scientifici; fu, come si PP ricordato, la precisa volontBB di sottrarre l'embrione umano alle norme internazionali relative alla sperimentazione su individui umani, le quali ne avrebbero impedito totalmente l'uso.

Il secondo argomento afferma che, anche in natura, PP notevole la perdita di embrioni. Questo sarebbe indicato da statistiche che, oltre alle gravidanze cliniche, prendono in considerazione anche quelle biochimiche, cioPP determinate molto precocemente con particolari metodi di analisi. Si tratta di una giustificazione inconsistente e assurda. Infatti, ben diverse sono le situazioni: in natura ogni ciclo comporta, nella stragrande maggioranza dei casi, un solo embrione; nella riproduzione tecnicamente assistita, invece, si esige il trasferimento in utero di almeno tre embrioni per ciclo, due dei quali vanno perduti nel 70% dei casi in cui inizia la gravidanza, mentre tutti vanno perduti nell’altro 80% circa dei casi in cui non inizia la gravidanza. Inoltre, sono centinaia di migliaia gli embrioni crioconservati destinati alla morte certa, o per l'atto stesso del congelamento e/o scongelamento, o per legge, o per consegna alla ricerca. Infine, un fenomeno che avviene in un processo naturale non pub affatto giustificare una volontaria e cosciente provocazione dello stesso. Sarebbe assurdo pensare che la morte di migliaia di persone in occasione di terremoti o altri particolari avvenimenti giustifichi la morte programmata di migliaia di soggetti umani per una qualsiasi ragione, anche in vista di un qualche bene raggiungibile.

Si pub concludere, dunque, che la pratica della "riproduzione tecnicamente assisitita" ha sparso e sta spargendo, forse contro gli stessi desideri di chi la invoca, "morte e dolore" invece che "vita" e "gioia". E quel poco di "vita" e "gioia" PP sempre accompagnato da notevole sofferenza fisica e psichica per la famiglia e i nati, oltre a inimmaginabili perdite economiche. In realtB, il desiderio di vita PP frustrato e minacciato da opprimenti ombre di morte.

 

Casella di testo: Noi diciamo sì alla vita dal primo istante. 

Noi diciamo no alla fecondazione artificiale perché comporta un sacrificio di vite umane inaccettabile e una violazione del diritto a nascere da un atto d’amore e nel calore di un grembo materno.

Noi diciamo no al vuoto di norme in cui tutto è lecito e perciò difendiamo la legge 40/2004, un passo avanti nel cammino della civiltà, perché mette un argine all’immane sacrificio di vite umane e riconosce l’embrione come un soggetto di diritti almeno al pari degli adulti.
Casella di testo: … l'auto-costruzione è una delle caratteristiche peculiari della vita….
Casella di testo: RU 486

Il concepimento per la vita umana è come il Big Bang per luniverso. Leggi questa riflessione ...

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Dall’Agenzia Fides un nuovo dossier:

46.000.000 le vittime per aborto ogni anno nel mondo.

Cioè ogni minuto 87 bambini vengono soppressi !

Casella di testo: Un attimo di vita